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Test della mobilità pubblica: biciclette, bus e car sharing

 Sboarina: «Verona pesantemente rimandata. I servizi non sono capillari, tutto è concentrato in centro. Manca la vera alternativa all’auto privata, così il traffico nelle ore di punta è diventato un inferno»

 

«Verona è pesantemente rimandata in tema di mobilità pubblica e parcheggi. Lo sanno già i veronesi e lo so anch’io che ogni giorno mi muovo in città con vari mezzi. Stamattina, ho voluto fare un test sul campo con vari mezzi di trasporto pubblici: Verona bike, autobus, car sharing, anche per tastare il polso agli utenti. Verona è grande ma non lo sa, nel senso che ci sono servizi moderni ma che hanno bisogno di fare lo scatto di marcia. Se i mezzi pubblici, alternativi all’auto privata, fossero più capillari e più comodi, il traffico negli ultimi cinque anni non sarebbe diventato quel problema che è, soprattutto nelle ore di punta. Aumentato anche dalle recenti e pesanti scelte urbanistiche.

Verona bike è un ottimo servizio ma le oltre 20 stazioni sono concentrate solo in centro. Ne servono molte altre nei quartieri per gli spostamenti interni e per collegarli ai luoghi di interesse del centro. Oggi con le bici comunali si fanno solo anelli concentrici in centro. Andando in bici non si può fare a meno di sperimentare la cattiva condizione delle strade, asfalti e porfido rendono dura la vita del ciclista. Mancano quindi piste ciclabili e percorsi dedicati. Vanno pensati e realizzati altrimenti la bicicletta non è un mezzo di trasporto efficace. Si pensi a  via Cesiolo, unico tratto di collegamento fra due aree di Borgo Trento dove l’attuale amministrazione sa solo fare multe ai ciclisti contromano senza offrire una alternativa. Noi abbiamo già un progetto che collegherebbe il quartiere fino all’Arsenale.

Con l’autobus sono andato alla stazione Porta Nuova, buona la frequenza ma la rete del trasporto pubblico va resa più efficiente come copertura del territorio, vanno aumentati i mezzi a basso impatto ecologico e soprattutto va incentivata l’utenza nelle ore non di punta. Ricordo, a questo proposito, la nostra idea di una “carta argento” per far viaggiare gratis gli anziani proprio in queste ore in cui i bus sono vuoti. Sul car sharing ci sono le note più dolenti. E’ un servizio che esiste, ma che non è sempre a disposizione. Arrivato in stazione, per fortuna che c’erano i taxi perché la macchina più vicina era allo Stadio. Ne servono di più e con aree di sosta anche fuori dal centro. Arrivato in Borgo Venezia non sono riuscito a parcheggiarla. Ecco perché dico che Verona è grande ma non lo sa. Ci sono servizi moderni, che però sono abbandonati al loro destino. Non bastano i titoli, devono essere operativi e soprattutto non tutti focalizzati sul centro città.

A Porta Nuova non si può non parlare della nostra idea del Central park per riqualificare l’ex scalo merci. Un grande parco cittadino aiuterebbe anche la mobilità perché da Verona sud si arriverebbe in biciletta fino alla Bra’, oltre ad essere spazio di vita per i residenti di quell’area che già sono stati martoriati con scelte urbanistiche pesanti. L’ultima segnalazione dei veronesi riguarda i parcheggi per l’ospedale di Borgo Trento, congestionato da pazienti e dipendenti. La nostra proposta è di utilizzare un’area attualmente degradata e malfrequentata al di là di ponte Catena che avrebbe 400 posti auto. Si leva il degrado agli abitanti e si dà un servizio agli utenti».

 

Verona, 4 maggio 2017

      

 

Ecco il percorso testato:

ore 9.30, partenza da piazza Bra’ con bike sharing,
ore 9.45, arrivo piazzale Stefani, ospedale Borgo Trento;
ore 10.00, partenza in autobus e arrivo alla stazione di Porta Nuova;
ore 10.50, partenza con car sharing per il mercato di Madonna di Campagna.